Quando gli argomenti non sono peregrini

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Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Gianfranco il Lun Ott 19, 2009 11:16 am

Sono passati appena dieci mesi da quando, in avvio delle attività di questo forum, decisi di aprire le discussioni con un argomento importante, provocatorio ma sentito; era un modo per guardarmi intorno e chiedere ad altri se quelle che sentivo come ingiustizie erano avvertite come tali anche dalla comunità salentina.

Per provare a capirne di più avevo postato questo topic:
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Oggi, ma lo fa già da un po' di giorni, la Gazzetta del Mezzogiorno, e a ruota molti altri giornali locali, pubblica questi due interessanti articoli:
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e
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che dire, il problema esiste allora! E noi? Abbiamo nulla da aggiungere?

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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Mar Ott 20, 2009 6:07 am

Bisogna mettere un prof. di storia meridionale in ogni scuola! Volontari, a stipendio, a tempo pieno, al rientro quando si vuole. Sarebbe questa la prima mossa! cheers

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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Gianni il Gio Nov 12, 2009 7:24 am

Molto intrigante veramente il servizio sulla gazzetta. Qualcosa è uscito anche su paese nuovo. Da dire ci sarebbe moltissimo sul tipo di annessione, più che liberazione. Sull'unità imposta. Sugli errori dei Borbone, piuttosto che dei Savoia. Brigantaggio come lotta di liberazione? Penso che in parte lo sia stato. Spero di leggere studi anche qui.

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Studi meridionali

Messaggio  Stefano il Gio Nov 12, 2009 10:02 pm

Ho seguito alcuni convegni e studi sul brigantaggio e questione meridionale: devo dire che la questione è completamente diversa da come viene riportata dai testi scolastici. Ho imparato a rivalutare il brigantaggio, il regno delle due sicilie, anche il ruolo della Chiesa risulta diverso e devo ringraziare a questo proposito il prof. Aldo D'Antico.
La questione ha diverse sfaccettature con risvolti anche attuali: al convegno che organizzai a Melissano come Pro Loco (sul prete liberale don Marino Manco trucidato da briganti), chiesi ai relatori per esempio se era il caso di tenere strade intestate a Nino Bixio, il quale a quanto pare comandò la strage di Bronte in Sicilia; non dimentichiamoci che inoltre in questo contesto va inserito il "nostro" Liborio Romano. Purtroppo la storia la scrivono i vincitori e gli aspetti devastanti verso il nostro sud vengono trattati solo marginalmente
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  eracleion il Ven Nov 13, 2009 12:51 am

Stefano ha scritto:Ho seguito alcuni convegni e studi sul brigantaggio e questione meridionale: devo dire che la questione è completamente diversa da come viene riportata dai testi scolastici. Ho imparato a rivalutare il brigantaggio, il regno delle due sicilie, anche il ruolo della Chiesa risulta diverso e devo ringraziare a questo proposito il prof. Aldo D'Antico.
La questione ha diverse sfaccettature con risvolti anche attuali: al convegno che organizzai a Melissano come Pro Loco (sul prete liberale don Marino Manco trucidato da briganti), chiesi ai relatori per esempio se era il caso di tenere strade intestate a Nino Bixio, il quale a quanto pare comandò la strage di Bronte in Sicilia; non dimentichiamoci che inoltre in questo contesto va inserito il "nostro" Liborio Romano. Purtroppo la storia la scrivono i vincitori e gli aspetti devastanti verso il nostro sud vengono trattati solo marginalmente
IO MI COMMUOVO SOLO PER UN ATTO DI EROISMO,ED HO PIANTO TANTO QUANDO ALLE SCUOLE ELEMENTARI MI FECERO STUDIARE "LA SPIGOLATRICE DI SAPRI".IMMAGINA LA RABBIA CHE HO DENTRO DA QUANDO HO SAPUTO CHE QUELLI NON ERANO EROI MA ERANO DELINQUENTI COMUNI LIBERATI A GAETA DA PISACANE.IO CHE COME MODELLO DI EROE HO YUKIO MISHIMA,GRAZIE ALLE BUGIE CHE MI SONO STATE DETTE, HO PIANTO PER DEI LADRI ASSASSINI E STUPRATORI. DON MARINO MANCO ERA UNO DEI RARI SACERDOTI LIBERALI E FORSE ANCHE CONFIDENTE DELLA POLIZIA PER QUESTO, INVECE DEL TERMINE TRUCIDATO IO USEREI IL TERMINE GIUSTIZIATO. TUTTI PARLANO DI DON MARINO, MA SOLO QUALCUNO PARLA DELLA MORTE DA INNOCENTE DEL FRATELLO DI "MECCHIORRE" NEL CARCERE DI LECCE.UN TUO COMPAESANO, SCOZZI(ADESSO NON RICORDO QUALE DEI DUE SCRITTORI QUINTINO O FERNANDO)HA PUBBLICATO UN OTTIMO VOLUME SUL BRIGANTAGGIO NEI NOSTRI COMUNI,TI CONSIGLIO DI LEGGERLO SE NON LO HAI GIA' FATTO,IO LO HO PRESTATO E NON MI E' STATO PIU' RESTITUITO,MA HO ALTRI VOLUMI SULL'ARGOMENTO,TRA I QUALI I DIARI DEL BORGES.PUOI APPROFITTARNE.
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Gianfranco il Ven Nov 13, 2009 5:34 am

eracleion ha scritto:...UN TUO COMPAESANO, SCOZZI(ADESSO NON RICORDO QUALE DEI DUE SCRITTORI QUINTINO O FERNANDO)HA PUBBLICATO UN OTTIMO VOLUME SUL BRIGANTAGGIO NEI NOSTRI COMUNI,TI CONSIGLIO DI LEGGERLO SE NON LO HAI GIA' FATTO,IO LO HO PRESTATO E NON MI E' STATO PIU' RESTITUITO,MA HO ALTRI VOLUMI SULL'ARGOMENTO,TRA I QUALI I DIARI DEL BORGES.PUOI APPROFITTARNE.

Ti riferisci a Scozzi Fernando, Brigantaggio e reazione cattolica in Terra d'Otranto (1860-1865), Capone L....?


Ultima modifica di Gianfranco il Ven Nov 13, 2009 8:06 am, modificato 1 volta

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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  eracleion il Ven Nov 13, 2009 6:35 am

ESATTO.
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Gianfranco il Ven Nov 13, 2009 8:07 am

Sarebbe interessante approfondire questo argomento o magari aggregare chi già se ne occupa e aiutarli ad ampliare le loro e le nostre conoscenze

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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Ven Nov 13, 2009 8:23 am

Gianfranco ha scritto:Sarebbe interessante approfondire questo argomento o magari aggregare chi già se ne occupa e aiutarli ad ampliare le loro e le nostre conoscenze

Qualche tempo fa scrissi un articolo dal titolo "Nordici e Sudici... ma non troppo" nel quale partendo dall'annessione del Regno di Napoli alla Savoia portai il tema del brigantaggio come reazione popolare contro le borghesie e i potentati meridionali. La figura del Crocco è ancora emblematica, quasi una agiografia, ma è proprio lui il testimone di questo periodo storico fortemente caratterizzato dalle battaglie dell'esercito regio contro questi "banditi". E' proprio il tema del brigantaggio quale "banditismo" il carattere principale del brigantaggio salentino e infatti, non possiamo parlare di un fenomeno simile a quello della Basilicata (Rionero in Vulture, Melfi ecc...) ma solo come bande di delinquenti che sfruttarono il momento per fare le loro ruberie. Famosissima la storia di Ciro Annicchiarico (come si scrisse sulla Rivista) ma eloquenti sono i fatti leccesi dove, non pochi nobili, furono trucidati e derubati. Il figlio del duca di Taurisano, ad esempio, non ricordo il nome del Lopez (spero in Francesco Arditi che potrà chiarire) fu ucciso a Maglie e appeso alla porta del palazzo. cheers

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IL BRIGANTAGGIO

Messaggio  Carlo Maci il Ven Nov 13, 2009 10:24 am

ciao a tutti
l'argomento del brigantaggio è molto interessante , però si è parlato poco o niente in passato.
Ultimamente sembra interessare a più di qualcuno.
Mi ha colpito molto la poesia "Il canto di riscossa dei briganti - Libertà".

Il canto di riscossa dei briganti.


LIBERTA'

Ammu pusato chitarra e tammure
pecche' sta musica s'adda cagna'
simmo briganti e facimmo paure
e cu' 'a scuppetta vulimmo canta'
E mo'cantammo 'na nova canzona
tutta la gente se l'adda 'mpara'
nuie cumbattimmo p' 'o rre burbone
e 'a terra nosta nun s'adda tucca'
Chi ha visto 'o lupo e s'e' miso paure
nun sape buono qual e' 'a verita'
'o vero lupo ca magna e criature
e' 'o piemuntese c'avimm' a caccia'
Tutte 'e paise d' 'a Basilicata
se so' scetate e vonno lutta'
pure 'a Calabria s'e' arrevotata
e stu nemico facimmo tremma'
Femmene belle ca date lu core
si lu brigante vulite aiuta'
nun lo cercate, scurdateve 'o nomme
chi ce fa guerra nun tene pieta'
Ommo se nasce, brigante se more
e fino all'urdemo avimm' a spara'
ma si murimmo menate nu sciore
e 'na preghiera pe sta liberta'
(da: "BRIGANTI & PARTIGIANI" - a cura di: Barone, Ciano, Pagano, Romano - Edizione Campania Bella)
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Ven Nov 13, 2009 10:33 am

Carlo Maci ha scritto:ciao a tutti
l'argomento del brigantaggio è molto interessante , però si è parlato poco o niente in passato.
Ultimamente sembra interessare a più di qualcuno.
Mi ha colpito molto la poesia "Il canto di riscossa dei briganti - Libertà".

Il canto di riscossa dei briganti.


LIBERTA'

Ammu pusato chitarra e tammure
pecche' sta musica s'adda cagna'
simmo briganti e facimmo paure
e cu' 'a scuppetta vulimmo canta'
E mo'cantammo 'na nova canzona
tutta la gente se l'adda 'mpara'
nuie cumbattimmo p' 'o rre burbone
e 'a terra nosta nun s'adda tucca'
Chi ha visto 'o lupo e s'e' miso paure
nun sape buono qual e' 'a verita'
'o vero lupo ca magna e criature
e' 'o piemuntese c'avimm' a caccia'
Tutte 'e paise d' 'a Basilicata
se so' scetate e vonno lutta'
pure 'a Calabria s'e' arrevotata
e stu nemico facimmo tremma'
Femmene belle ca date lu core
si lu brigante vulite aiuta'
nun lo cercate, scurdateve 'o nomme
chi ce fa guerra nun tene pieta'
Ommo se nasce, brigante se more
e fino all'urdemo avimm' a spara'
ma si murimmo menate nu sciore
e 'na preghiera pe sta liberta'
(da: "BRIGANTI & PARTIGIANI" - a cura di: Barone, Ciano, Pagano, Romano - Edizione Campania Bella)

... scratch scratch scratch
Michelangelo Crocco & Co. rifiutarono l'alleanza con i Borboni e furono anche arrestati dai Savoiardi... a tutti gli effetti la storia del bigantaggio è da rispolverare o meglio è da riscrivere. La loro storia è divenuta uno strumento politico, influenzato dalle ideologie post-risorgimentali, che ha voluto i briganti a volte come "RIVOLUZIONARI" e a volte come "BANDITI"...... dopotutto la figura di Garibaldi è anche questa.......
Proverò ad invitere su questo forum Vincenzo Labanca SE SIETE D'ACCORDO, studioso lucano e profondo conoscitore del periodo. cheers

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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Carlo Maci il Ven Nov 13, 2009 12:06 pm

Hai ragione Vincenzo
io tifo LEGA SUD e non IO SUD!!!
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  eracleion il Ven Nov 13, 2009 11:10 pm

RINGRAZIO IL SIGNOR MACI PER AVER POSTATO QUEL MERAVIGLIOSO CANTO,MA SE NON VADO ERRATO IL TITOLO DOVREBBE ESSERE "BRIGANTE SE MORE". DAL LIBRO "BRIGANTAGGIO MERIDIONALE 1806-1863" DI TOMMASO PEDIO CAPONE EDITORE RISTAMPA DEL1997 ALLA PAGINA 7 SI LEGGE:GUERRIGLIERISONO STATI QUALIFICATI IN SPAGNA COLORO CHE NEL 1808 SI OPPOSERO CON LE ARMI ALLE ARMATE NAPOLEONICHE E LE LORO GESTA SONO STATE IMMORTALATE NELLE TELE DI FRANCISCO GOYA. PATRIOTISONO STATI CONSIDERATI COLORO CHE SEGUIRONO NEL 1809 ANDREA HOFER E IL LORO CANTO DI GUERRA E' DIVENTATO L'INNO NAZIONALE DELLE POPOLAZIONI TIROLESI. IN ITALIA MERIDIONALE, INVECE,CHI NEL 1806 RISPONDENDO ALL'APPELLO DEGLI INGLESI E A QUELLO DEL PROPRIO SOVRANO,SI OPPOSE ALL' INVASORE , E' STATO DEFINITO E CONTINUA AD ESSERE DEFINITO BRIGANTE.
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Gianni il Sab Nov 14, 2009 6:44 am

attenzione a parlare di leghedi qualunque natura. E' pericoloso. Ho vissuto l'evoluzione di quella famigerata chiamata NORD. Autonomia, secessione, o che altro? Meglio far dialogare culture.

Gianni

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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Stefano il Sab Nov 14, 2009 11:15 am

eracleion ha scritto:UN TUO COMPAESANO, SCOZZI(ADESSO NON RICORDO QUALE DEI DUE SCRITTORI QUINTINO O FERNANDO)HA PUBBLICATO UN OTTIMO VOLUME SUL BRIGANTAGGIO NEI NOSTRI COMUNI,TI CONSIGLIO DI LEGGERLO SE NON LO HAI GIA' FATTO,IO LO HO PRESTATO E NON MI E' STATO PIU' RESTITUITO,MA HO ALTRI VOLUMI SULL'ARGOMENTO,TRA I QUALI I DIARI DEL BORGES.PUOI APPROFITTARNE.

Il convegno lo organizzamo come Pro Loco, lui è presidente della Pro Loco Melissano, mentre io ne sono il vice. Per l'occasione oltre al presidente e sindaco, relazionarono i professori Mario De Marco e Aldo D'Antico. Il libro a cui facevi riferimento c'è nella biblioteca di Melissano (appena riaperta), quando vuoi sai dove trovarmi (orario 16-18), così ti posso mostrare in anteprima le bozze del libro.
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Stefano il Sab Nov 14, 2009 11:32 am

eracleion ha scritto:RINGRAZIO IL SIGNOR MACI PER AVER POSTATO QUEL MERAVIGLIOSO CANTO,MA SE NON VADO ERRATO IL TITOLO DOVREBBE ESSERE "BRIGANTE SE MORE". DAL LIBRO "BRIGANTAGGIO MERIDIONALE 1806-1863" DI TOMMASO PEDIO CAPONE EDITORE RISTAMPA DEL1997 ALLA PAGINA 7 SI LEGGE:GUERRIGLIERISONO STATI QUALIFICATI IN SPAGNA COLORO CHE NEL 1808 SI OPPOSERO CON LE ARMI ALLE ARMATE NAPOLEONICHE E LE LORO GESTA SONO STATE IMMORTALATE NELLE TELE DI FRANCISCO GOYA. PATRIOTISONO STATI CONSIDERATI COLORO CHE SEGUIRONO NEL 1809 ANDREA HOFER E IL LORO CANTO DI GUERRA E' DIVENTATO L'INNO NAZIONALE DELLE POPOLAZIONI TIROLESI. IN ITALIA MERIDIONALE, INVECE,CHI NEL 1806 RISPONDENDO ALL'APPELLO DEGLI INGLESI E A QUELLO DEL PROPRIO SOVRANO,SI OPPOSE ALL' INVASORE , E' STATO DEFINITO E CONTINUA AD ESSERE DEFINITO BRIGANTE.

Interessante questa notizia degli inglesi in quanto (a quanto pare) furono gli stessi inglesi a finanziare la spedizione dei mille per avere accesso facilitato al zolfo, il petrolio di oggi. Il fenomeno del brigantaggio è complesso, in alcuni casi conta ben poco la politica e l'avversione al neonato regno sabaudo, in altri si, ma a mio avviso furono singoli focolai senza coordinamento effettivo. Ad essere sinceri al liceo ricordo solo un vaghissimo accenno alla questione meridionale con la parola chiave "piemontesizzazione forzata".
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Sab Nov 14, 2009 6:41 pm

Stefano ha scritto:
eracleion ha scritto:RINGRAZIO IL SIGNOR MACI PER AVER POSTATO QUEL MERAVIGLIOSO CANTO,MA SE NON VADO ERRATO IL TITOLO DOVREBBE ESSERE "BRIGANTE SE MORE". DAL LIBRO "BRIGANTAGGIO MERIDIONALE 1806-1863" DI TOMMASO PEDIO CAPONE EDITORE RISTAMPA DEL1997 ALLA PAGINA 7 SI LEGGE:GUERRIGLIERISONO STATI QUALIFICATI IN SPAGNA COLORO CHE NEL 1808 SI OPPOSERO CON LE ARMI ALLE ARMATE NAPOLEONICHE E LE LORO GESTA SONO STATE IMMORTALATE NELLE TELE DI FRANCISCO GOYA. PATRIOTISONO STATI CONSIDERATI COLORO CHE SEGUIRONO NEL 1809 ANDREA HOFER E IL LORO CANTO DI GUERRA E' DIVENTATO L'INNO NAZIONALE DELLE POPOLAZIONI TIROLESI. IN ITALIA MERIDIONALE, INVECE,CHI NEL 1806 RISPONDENDO ALL'APPELLO DEGLI INGLESI E A QUELLO DEL PROPRIO SOVRANO,SI OPPOSE ALL' INVASORE , E' STATO DEFINITO E CONTINUA AD ESSERE DEFINITO BRIGANTE.

Interessante questa notizia degli inglesi in quanto (a quanto pare) furono gli stessi inglesi a finanziare la spedizione dei mille per avere accesso facilitato al zolfo, il petrolio di oggi. Il fenomeno del brigantaggio è complesso, in alcuni casi conta ben poco la politica e l'avversione al neonato regno sabaudo, in altri si, ma a mio avviso furono singoli focolai senza coordinamento effettivo. Ad essere sinceri al liceo ricordo solo un vaghissimo accenno alla questione meridionale con la parola chiave "piemontesizzazione forzata".

Caro Stefano,
a dirlo con il libro di Vincenzo Labanca "Processo a Garibaldi", sembra che Vittorio Emanuele smanioso di conquistare il sud italia chiese aiuto alla Francia e all'Inghilterra. Esse chiesero Nizza e la Savoia da assegnare alla Francia e la Sicilia all'Inghilterra che avrebbe consolidato il suo controllo sul Mediterraneo grazie anche alla conquista, già avvenuta, di Malta. Insomma uno scambio alla pari e non una sensibilità del sabaudo verso il popolo meridionale del quale "sentiva le grida di lamento". Ciao cheers

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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Stefano il Sab Nov 14, 2009 7:08 pm

A proposito di testi, vi consiglio il libro "l'invenzione dell'Italia unità" di Martucci. Io ricordo dai testi scolastici una connotazione negativa del regno delle due Sicilie, con una relativa arretratezza culturale ed economica. Eppure il primo tratto ferroviario italiano è stato in questo regno, così come la prima base astronomica (il prof. D'Antico mi disse anche del primo sistema pensionistico); per non parlare poi dell'ambiente culturale napoletano nel '700. La prima volta che ho sentito informazioni non solo negative (ma una prospettiva molto più obiettiva) è stata la trasmissione Ulisse su rai3 di Alberto Angela; era quella puntata dove furono effettuate riprese nel Salento, se non sbaglio alla masseria Torcito a Cannole.
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  da Fiore il Sab Nov 14, 2009 7:17 pm

Ottima citazione, caro Stefano!!

Il volume del leccese prof. Roberto Martucci è straordinario perchè riesce ad essere scientifico e a fare revisione senza fanatismi e con dati inoppugnabili alla mano.

Dimostra, attraverso il carteggio Cavour reso consultabile solo dopo 100 anni dall'Unità, le vere manovre che ci furono dietro alla spedizione piemontese.
Altro che grido di dolore...ci volle tutta l'astuzia della vecchia volpe Cavour per corrompere, spiare, tramare, tessere reti internazionali, etc. etc. per invadere il Regno!!
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Giovannimaria Ammassari il Sab Nov 14, 2009 8:53 pm

Una Storia taciuta quella di cui qui si tratta.
Una Storia scomoda per tanti che volutamente non hanno voluto trasmetterla ai più.
Una Storia non scritta, ora che le “carte” escono,ci si accorge che rimane vivo in molti l’eco di un passato,cancellato, ed ecco dalle ceneri rinasce il Sud.
Una Storia delicata,che viene ancora oggi mal interpretata, e chi rivendica certa Storia viene tacciato di filoborbonico,integralista,……..
.
Che fare?????’
Io non so precisamente ma bisogna scrivere la verità.

Io ho letto il testo di Antonio Ciano I Savoia ed il Massacro del Sud e non vi nascondo che ho pianto, tanto pianto pensando a quanto dolore..........

Ecco la recensione :
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Ho avuto la possibilità di ascoltare il Barone Roberto Selvaggi in una animatissima conferenza in un incontro che tenne a Lecce prima della costituzione dell’Associazione Neoborbonica………
Vedi:
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Una Storia che porta a tanti fraintendimenti,
Una Storia difficile da raccontare………….
Una Storia che per tanti aspetti non si può più raccontare perchè si sono persi i documenti si sono distrutte le cose............................................................................................................................
affraid affraid affraid

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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Stefano il Dom Nov 15, 2009 12:59 pm

Spero si possa fare qualcosa, il mondo artistico non è rimasto proprio insensibile, le pubblicazioni esistono, ma probabilmente non hanno colpito l'opinione pubblica in quanto i testi scolastici sono gli stessi; purtroppo la storia la scrivono i vincitori, è una regola storica: per esempio alcune notizie dei Galli le sappiamo da Cesare nel suo De Bello Gallico e per quanto si sforzi di essere obiettivo ci sono tracce di parzialità
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Giovannimaria Ammassari il Dom Nov 15, 2009 4:56 pm

Stefano ha scritto:Spero si possa fare qualcosa, il mondo artistico non è rimasto proprio insensibile, le pubblicazioni esistono, ma probabilmente non hanno colpito l'opinione pubblica in quanto i testi scolastici sono gli stessi; purtroppo la storia la scrivono i vincitori, è una regola storica: per esempio alcune notizie dei Galli le sappiamo da Cesare nel suo De Bello Gallico e per quanto si sforzi di essere obiettivo ci sono tracce di parzialità

Purtroppo per noi, gente del Grande e Glorioso Sud la Storia è stata definitivamente ed irrimediabilmente cancellata.
Non può essere scritta più, ne mancano gli elementi.
Hanno ucciso i vecchi ed hanno bruciato i documenti!!!!!!!!!!!!
Hanno pensato a ciò i piemontesi ed i savoiardi, i quali hanno distrutto tutto,tutto,tutto, o quasi,qualcosa è rimasto ma sono solo e solamente le briciole che non fanno la Storia.
Una Storia rimasta scritta però nel nostro Sangue di Gente del Sud, del Glorioso Regno di Napoli e delle Due Sicilie. Un Regno Antico, più di altri Stati cosidetti preunitari un Regno che rivivrà :

Confronta:
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Ritorneremo Ritorneremo,Ritorneremo!!!!!!!! affraid affraid affraid

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I veri Briganti chi erano?

Messaggio  Carlo Maci il Mer Nov 25, 2009 7:20 am

Ciao a tutti.
Venivano chiamati Briganti, ma erano eroi della nostra terra, depredati di tutto, anche della dignità, che, nel meridione, a differenza del nord, significava, e per qualcuno significa ancora, rendere una persona cattiva a tal punto da uccidere.
Venivano braccati soltanto perché cercavano di riprendersi ciò che gli era stato tolto.
Riporto un Bando del 1862 subito dopo l’uccisione, da parte della banda capeggiata dal “Sergente Romano”, dei militari dislocati presso il comune di Cellino, un gesto sicuramente disperato, tenendo in considerazione la situazione che vi si era creata in quel contesto.
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Ospite il Mer Nov 25, 2009 7:38 am

molto bello il documento che ci hai postato. Grazie Carlo, anche per le considerazioni personali che hai voluto aggiungere, che certamente ci portano a riconsiderare le falsità raccontateci e insegnateci a scuola. Su questa revisione della storia meridionale credo ci sia ancora tanto da fare e da dire e benvengano contributi come il tuo

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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

Messaggio  Fernando il Mer Nov 25, 2009 6:32 pm

E' un documento indubbiamente molto importante, prodotto dalla necessità di porre comunque un freno alle violenze che hanno caratterizato i primissimi anni dell'unità d'Italia. E allora propongo a tutti di postarne altri e di esaminarli attentamente prima di azzardare un nostro giudizio. Serviranno soprattutto ad avere un quadro più chiaro e concreto della storia risorgimentale nelle nostre terre. E ricordiamo che a noi posteri spetta "l'ardua sentenza". Ma ...meditata e obiettiva.
Buona ricerca a tutti!

Fernando
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Re: Quando gli argomenti non sono peregrini

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