Esempio di declino araldico

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Esempio di declino araldico

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Lun Set 21, 2009 1:09 pm

Dopo il suggerimento di Pierpaolo T., sono andato nella chiesa della Madonna Addolorata di Maglie per fare alcune foto. Essendo questo il mese della nostra Madonna magliese mi sono soffermato un po' tra i banchi a contemplare questa meraviglia barocca della mia cittadina. Stupore dello stupore, andando tante volte a caccia di stemmi non avevo notato quelle due Armi. Si tratta di due stemmi della famiglia Tamborino, una delle più prestigiose e potenti famiglie di Maglie. Come volevasi dimostrare ancora una volta l'araldica apre nuove strade alla comprensione della nostra storia. E' indubbio che gli stemmi, il primo compare su un organo ed il secondo in un quadro col Cuore di Gesù e San Francesco, siano dono di questa famiglia (juspatronato?) a discapito delle "scarne notizie" che gli storici dicono d'avere... ma questa è un'altra storia.
Ciò che mi ha colpito, invece, è la trasformazione di questo stemma indice che l'ortodossia araldica non aveva più la sua importanza nei primi del novecento e che era divenuta solo una "velleità" di nobili a discapito della sua funzione storica di riconoscimento familiare. Questo stemma in origine era "rosso allo scaglione d'argento caricato d'oro con tre tamburi dello stesso disposti uno in capo e due in punta". Successivamente varie trasformazioni sono testimoniate da raffigurazioni in pietra leccese sino al completo svilimento. Oggi il manufatto rimane bellissimo ma è snaturato della sua originaria bellezza che lo rendeva unico ed esclusivamente ascrivibile alla famiglia Tamborino.
Attualmente lo stemma compare in due versioni coeve (fine Ottocento, primi '900)!
Il primo: bandato d'azzurro e d'argento ai tre tamburi d'oro disposti uno in capo e uno in punta.
Il secondo è uno stemma partito ossia uno stemma familiare in cui alla destra (araldica) compare l'emblema della famiglia Tamborino e a sinistra quello della famiglia Frisari (anche questo diversissimo dall'originale, almeno nelle colorazioni). Oggi compare così: partito, nel 1° d'argento allo scaglione d'azzurro con tre tamburi d'oro disposti 2 in capo e uno in punta; nel 2°, d'argento alla banda d'azzurro caricata di tre rose d'oro ed accompagnata da due rose dello stesso disposte una in capo e una in punta.

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Tutti gli stemmi pur mantenendo inalterati gli elementi compositivi, quali il tamburo, lo scaglione, le rose, la banda ecc... sono stati modificati negli smalti e questo è l'indice che era arrivato un tempo in cui l'araldica non aveva più ragione di esistere e tantomeno aveva ragione di far ricordare lo splendore delle famiglie avitiche e perciò la massima libertà nell'ideare il nuovo stemma.
Tutto questo solo per condividere con voi una riflessione! sunny sunny sunny
Un abbraccio cheers

Vincenzo

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  da Fiore il Lun Set 21, 2009 1:21 pm

Può darsi però che questo ultimo esemplare sia stato ridipinto più di recente, o no? scratch
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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Ospite il Lun Set 21, 2009 1:30 pm

infatti. Mi sembra ridipinto da poco.
Non sono daccordo che l'araldica in questo periodo non avesse più velleità. Sono più dell'idea che il restauratore, digiuno dell'araldica, abbia apportato nuovi smalti basandosi sui suoi gusti più che sulle conoscenze

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Lun Set 21, 2009 1:31 pm

Cara Marilisa,
il tuo occhio è eccezionale. Troppo lucido l'elmo e troppo lindo lo stemma, vero?
Il restauro che è stato fatto ha ripreso pari pari le colorazioni originali. In effetti non è un caso se gli smalti di questo stemma coincidono con quelli del quadro. cheers

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Lun Set 21, 2009 1:32 pm

Marcello ha scritto:infatti. Mi sembra ridipinto da poco.
Non sono daccordo che l'araldica in questo periodo non avesse più velleità. Sono più dell'idea che il restauratore, digiuno dell'araldica, abbia apportato nuovi smalti basandosi sui suoi gusti più che sulle conoscenze

Marcello questi stemmi dei Tamborino sono variabili almento in quattro versioni tra fine Ottocento e primi Novecento pur trattandosi della stessa famiglia e dello stesso soggetto.

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Ospite il Lun Set 21, 2009 1:34 pm

Vincenzo D'Aurelio ha scritto:
Marcello ha scritto:infatti. Mi sembra ridipinto da poco.
Non sono daccordo che l'araldica in questo periodo non avesse più velleità. Sono più dell'idea che il restauratore, digiuno dell'araldica, abbia apportato nuovi smalti basandosi sui suoi gusti più che sulle conoscenze

Marcello questi stemmi dei Tamborino sono variabili almento in quattro versioni tra fine Ottocento e primi Novecento pur trattandosi della stessa famiglia e dello stesso soggetto.

sei certo che si trattasse della stessa famiglia e addirittura dello stesso soggetto? non credo... Shocked

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Lun Set 21, 2009 1:42 pm

Marcello ha scritto:
Vincenzo D'Aurelio ha scritto:
Marcello ha scritto:infatti. Mi sembra ridipinto da poco.
Non sono daccordo che l'araldica in questo periodo non avesse più velleità. Sono più dell'idea che il restauratore, digiuno dell'araldica, abbia apportato nuovi smalti basandosi sui suoi gusti più che sulle conoscenze

Marcello questi stemmi dei Tamborino sono variabili almento in quattro versioni tra fine Ottocento e primi Novecento pur trattandosi della stessa famiglia e dello stesso soggetto.

sei certo che si trattasse della stessa famiglia e addirittura dello stesso soggetto? non credo... Shocked

Si Marcello.
Tamborino "nobile" a Maglie è una sola che si distinsero poi come Tamborino-Frisari attraverso il matrimonio di Vincenzo Tamborino senatore con nn Frisari di Scorrano. Vincenzo era figlio di Achille, altro senatore, e a sua volta nipote di Paolino un borghese che fece fortuna con l'olio. Il matrimonio con i Frisari consacrò quest'ascesa sociale tanto che gli stessi tamborino cominciarono a farsi chiamare marchesi (titolo dei Frisari). A parte questo, la cosa strabiliante è come questa famiglia Tamborino avesse modificato le sue armi: in alcune compare un solo tamburo, in altre tamburo e cannone, in altre solo tre tamburi senza lo scaglione e via dicendo. In uno ha messo persino il mantello dei sovrani con la pelliccia di ermellino!!! Quanto a gusto araldico non ti nascondo che a Maglie c'era un macello da urlo pensa, persino lo stemma Capece-Lopez è stravolto!!! Forse la popolazione magliese era abbastanza ghibellina quel periodo a discapito di quella di oggi (mi si passi l'ironia politica)!

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Giovannimaria Ammassari il Mer Set 23, 2009 9:03 pm

Carissimo Vincenzo, carissimi Forumisti,
io mi domando e scrivo ma lo Stemma che innalzavano ed innalzano!!!!!! i Tamborino di Maglie(LE) fù mai riconosciuto dalla Consulta Araldica del Regno d'Italia??????????
I Tamborino da chi ebbero la concessione legittima ed autentica dello Stemma???????????????????????
Senza nulla togliere e senza mancare di rispetto verso la Famiglia Tamborino, Famiglia importante, Benefattrice,danarosa, ricca, potente ed influente,-.....
Io non l' ho trovata iscritta nell?Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano" edito a Torino nell'anno 1922(Millenovecentoventidue).
Secondo me lo Stemma dei Tamborino è uno Stemma Tollerato, innalzato, ben visibile sui loro Palazzi,ovunque, ma da chi li fù concessò, chi dette loro l'Autorizzazione Ufficiale a fregiarsi ed innalzare quel determinato blasone??????????????????
Io non ho trovato riscontro alcuno...................
I Tamborino senza dubbi erano ricchi, si arricchirono comprando i beni all'asta dall'Asse Ecclesiastico,Beni degli ex Monasteri soppressi!!!!!!!!!!
Vincenzo Tamborino, infatti diventò il più ricco Latifondista del Regno d'Italia.!!!!!!!!!!
Poi contrasse matrimonio con le ultime discendenti della famiglia Frisari,aggiungendo il cognome Tamborino Frisari .
Vorrei conoscere con esattezza e precisione documentale Autentica la reale concessione dello Stemma Tamborino di Maglie(LE) da parte della Consulta Araldica del Regno d'Italia o da altro Organo ufficiale preposto.
Resta il fatto concreto che la Famiglia Tamborino seppur ragguardevole e degna di tutto rispetto non fù inscritta nell'"Elenco Ufficiale Italiano dell'anno 1922(Millenovecentoventidue) .
Quindi secondo il mio modesto parere lo Stemma della Famiglia Tamborino di Maglie (LE) è da considerarsoi uno stemma "tollerato" e mai riconosciuto ufficialmente da nessuna Autorità preposta.

Se Vincenzo od altri troveranno la concessione e l'Autorizzazione Ufficiale a fregiarsi ed innalzare lo Stemma , se troveranno l'inscrizione in un Elenco Ufficiale Nobiliare " in un Libro d'Oro di Nobiltà riconosciuto, io scriverò e dirò che la Famiglia Tamborino di Maglie(LE) ha un Titolo Nobiliare ed è Nobile e fa uso di uno Stemma concesso ed attribuito da una Autorità preposta.


Scusate ma l'Araldica è una cosa seria ed i Titoli Nobiliari anche.
Dato l'uso e [u]l'ABUSO[/u] che di essi si fece successe quel che successe........................

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Ospite il Mer Set 23, 2009 10:16 pm

Meno male che chi signore lo nacque se ne può fregare degli organi ufficiali e degli elenchi nazionali, e, per dirla tutta, pure dei Tamborino! Very Happy

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Gio Set 24, 2009 6:32 am

Caro GiovanMaria,
la Consulta Araldica non ha mai riconosciuto i Tamborino come famiglia nobile. Avviene però, verso la fine del '700 che molti borghesi "bramavano" un titolo nobiliare sol perchè il loro denaro permetteva di vivere una vita da nobile. Fatto sta che sui primi dell'800 Napoleone con le leggi sull'eversione della feudalità, decise di annullare tutti gli stemmi nobiliari (anche se introdusse i suoi!, anche se questa legge non fu mai minuziosamente applicata). Negli stessi anni cresce questa brama e molti si autoproclamano nobili. Da qui la tolleranza. Proprio nel caso dei Tamborino, levati alcuni cavalierati del Re Sabaudo e simili, non ebbero mai un titolo nobiliare (non furono neanche patrizi) e perciò concordo con te. Non dimentichiamo però, che nobili lo si è prima coi sentimenti e poi con il resto e credo che questa splendida famiglia lo abbia dimostrato più volte (v. Michela Tamborino, v. Giuseppe Tamborino, v. Vincenzo Tamborino ecc...).
Un abbraccio.

P.S. e come ben dice P-Paolo Tarsi:
Meno male che chi signore lo nacque se ne può fregare degli organi ufficiali e degli elenchi nazionali! sunny

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Giovannimaria Ammassari il Gio Set 24, 2009 7:45 am

Grazie Vincenzo per l’esauriente ed esplicativa risposta.
Concordo con te pienamente in tutto ciò che scrivi.
La Nobiltà è sopratutto la cosiddetta Nobiltà di Animo e di Sentimenti che è altro rispetto alla Nobiltà derivante dalla concessione di un Titolo Nobiliare.
Sono due valori differenti che il più delle volte sono abbinati tra loro.

Qui noi,credo,su questo meraviglioso Forum si discute e si sta discutendo di Araldica con la A maiuscola.

Mi attengo a ciò che fu scritto da Marcello -tanto,tanto tempo fà su questo Forum - il quale scrisse e ribadì più volte (non ricordo con precisione ed alla lettera le sue parole) che “ l’Araldica è stata ed è legata rigorosamente a delle regole,a dei dettami che vanno seguiti ed applicati” ; con questa premessa noi dobbiamo comprendere i motivi e le ragioni di questo “declino araldico” di uno stemma araldico non ufficialmente concesso, registrato e quant’altro.


Secondo me, molta confusione è stata perpetuata nei secoli dei secoli, ed ancora oggi viene perpetuata .

In Terra d’Otranto, nel Salento, nel Regno di Napoli molte sono le Famiglie che hanno innalzato Stemmi Araldici, che vennero tollerati ma mai,mai,mai , riconosciuti ufficialmente.
Ecco perché oggi chi conduce ricerche storiche, genealogiche ed araldiche incappa in degli Stemmi Araldici presenti , in dei Titoli usati nei documenti ufficiali che non hanno riscontro di autorizzazione ufficiale alcuna.

Altresì è successo il contrario, molte, moltissime Famiglie di secolare presenza, di secolare Storia e Nobiltà del Regno di Napoli legati ai Borbone di Napoli e delle due Sicilie non accettarono mai il regno d’italia e mai,mai,mai si sarebbero iscritte negli elenchi ufficiali del neonato Regno d’Italia.
Quindi di conseguenza non risultano iscritte ufficialmente nell’elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana del Regno d’Italia .
Questa è Storia…….
Proprio per questi usi ed abusi la Repubblica Italiana nella Costituzione inserì la Disposizione Transitoria………………mi fermo,mi fermo...........Very Happy


Resto fiducioso e speranzoso in una ulteriore ed esplicita considerazione in proposito dell’amico Marcello e del Dotto e preparato Hilarion ,Lucia, da Fiore, e di chiunque altro voglia chiarire e specificare questo argomento.
Un Abbraccio a tutti Very Happy Very Happy Very Happy

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Gio Set 24, 2009 8:24 am

Giovannimaria Ammassari ha scritto:

Mi attengo a ciò che fu scritto da Marcello -tanto,tanto tempo fà su questo Forum - il quale scrisse e ribadì più volte (non ricordo con precisione ed alla lettera le sue parole) che “ l’Araldica è stata ed è legata rigorosamente a delle regole,a dei dettami che vanno seguiti ed applicati” ; ...

Caro GiovanMaria,
sei un vulcano in continua eruzione e mi stimoli questa riflessione.
L'Araldica non è conseguenza della nobiltà e tantomeno si può parlare di Araldica solo in "esclusiva" dei titoli nobiliari. L'Araldica è principalmente un'espressione artistica disciplinata da regole compositive e stilistiche più o meno rigide che assolveva ad una funzione creativa e pratica. Creativa, quale espressione dell'arte vera e propria, pratica quella di poter rendere riconoscibile attraverso il blasone una famiglia. Chi aveva maggiore necessità di apparire, di essere riconosciuto, di dimostrarsi pubblicamente non era certo il povero contadino che suo malgrado provava vergogna della sua condizione, quanto invece il nobile che doveva rendere noto il suo status. Ecco perchè la produzione Araldica fiorisce in seno all'aristocrazia ma ciò non significa che un povero non potesse aspirare a un suo blasone (certo tutti lo avrebbero preso in giro perchè la convinzione comune era stemma=nobiltà). Quando il concetto di aristocrazia, feudalità, baronaggio ecc... decade ossia l'illuminismo penetra nell'uomo del Settecento, il concetto di nobiltà è svilito in quanto ogni uomo ha la possibilità di realizzare il suo status. Nel credo comune e sempre per il concetto stemma=nobiltà, le ascese sociali confermate nella borghesia ottocentesca autorizzano, in un certo senso, a fregiarsi di uno stemma il quale, ad un certo punto, dimostra solo il "prestigio" della famiglia e non tanto "la patente di nobiltà" (Ricordiamo anche che in questo secolo il CAPITALE diventa NOBILITANTE). Questo blasone allora è tollerato perchè socialmente si riconosce il prestigio e il potere economico della famiglia, di controparte le "Consulte" non potevano obbligare a toglierli perchè dopotutto non c'era il sopruso di titoli nobiliari (duca, marchese ecc...) che spettavano solo per nomina regia (infatti la maggior parte degli stemmi borghesi Ottocenteschi difficilmente hanno un "grado" superiore al patrizio). Ecco perchè proliferano nel corso dell'800 diversissimi blasoni e cioè perchè il blasone rappresenta prestigio = potere = capitale = "para-nobiltà".
un abbraccio. V.

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Hilarion il Gio Set 24, 2009 10:47 am

Vincenzo D'Aurelio ha scritto:(...) Come volevasi dimostrare ancora una volta l'araldica apre nuove strade alla comprensione della nostra storia.

Bravo.
Giustissimo.


(...) Ciò che mi ha colpito, invece, è la trasformazione di questo stemma indice che l'ortodossia araldica non aveva più la sua importanza nei primi del novecento (...)
Sì, caro Vincenzo, questo è un discorso vero e fattibile, affrontando il quale arriveremmo davvero molto lontano.

Possiamo però affermare, grazie anche ai contributi di tutti gli amici nel frattempo intervenuti, che i Tamburino usavano probabilmente più versioni diverse del loro stemma, e che un esemplare di esso è stato con forte certezza assoggettato a ridipintura posteriore, fatta coi primi colori che Evil or Very Mad si avevano sottomano...
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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Hilarion il Gio Set 24, 2009 10:57 am

Vincenzo D'Aurelio ha scritto:(...) L'Araldica è principalmente un'espressione artistica disciplinata da regole compositive e stilistiche più o meno rigide che assolveva ad una funzione creativa e pratica. Creativa, quale espressione dell'arte vera e propria, pratica quella di poter rendere riconoscibile attraverso il blasone una famiglia. Chi aveva maggiore necessità di apparire, di essere riconosciuto, di dimostrarsi pubblicamente non era certo il povero contadino che suo malgrado provava vergogna della sua condizione, quanto invece il nobile che doveva rendere noto il suo status. Ecco perchè la produzione Araldica fiorisce in seno all'aristocrazia ma ciò non significa che un povero non potesse aspirare a un suo blasone (certo tutti lo avrebbero preso in giro perchè la convinzione comune era stemma=nobiltà). (...) le "Consulte" non potevano obbligare a toglierli perchè dopotutto non c'era il sopruso di titoli nobiliari (duca, marchese ecc...) che spettavano solo per nomina regia (...) Ecco perchè proliferano nel corso dell'800 diversissimi blasoni e cioè perchè il blasone rappresenta prestigio = potere = capitale = "para-nobiltà".
...che dire? Hai detto Very Happy Wink tutto!

Possiamo soltanto aggiungere che la nascita di stemmi "autonomi e spontanei" è fenomeno ben anteriore all'800.

Anzi: i primi stemmi nacquero esattamente così!

Perchè Wink prima si ebbero gli stemmi, e soltanto Twisted Evil poi venne la necessità di regolamentarli e riconoscerli...
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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Gio Set 24, 2009 11:08 am

Hilarion ha scritto:

Perchè Wink prima si ebbero gli stemmi, e soltanto Twisted Evil poi venne la necessità di regolamentarli e riconoscerli...

E allora ecco la genialità di Hilarion! Ha dato la risposta.
Certamente era un'arte ormai inflazionata, chiunque faceva il suo stemma e ci appiccicava sopra ciò che voleva. Poteva anche succedere che un marchese usasse una corona e un'altro marchese utilizzasse invece un mantello (ad esempio). Perciò l'araldica così confusa non assolveva più alla sua funzione: rendere riconoscibili. Ecco perchè ad un certo momento l'anarchia è cessata e si è divenuti alla regolamentazione. cheers sunny cheers

Grazie mille Hilarion!!!

Questa discussione dovremmo mantenerla ancora e continuare a chiederci e a risponderci.

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Hilarion il Gio Set 24, 2009 2:07 pm

Vincenzo D'Aurelio ha scritto:Questa discussione dovremmo mantenerla ancora e continuare a chiederci e a risponderci.
A prescindere da questa (o da qualunque altra) discussione, ciò che hai scritto in rosso è il nocciolo di ogni ricerca.

Che dovrebbe essere anche il metodo, e lo sprone, di ogni ricercatore.

Che dovrebbe soprattutto essere lo scopo di ognuno: "...fatti non foste... ecc.ecc.!
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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Ospite il Gio Set 24, 2009 3:05 pm

Vincenzo D'Aurelio ha scritto:
Hilarion ha scritto:

Perchè Wink prima si ebbero gli stemmi, e soltanto Twisted Evil poi venne la necessità di regolamentarli e riconoscerli...

Questa discussione dovremmo mantenerla ancora e continuare a chiederci e a risponderci.

oggi, a mio parere, accade proprio che abbiamo gli stemmi, in parte già regolamentati, ma bisogna riconoscerli. L'araldica è riservata a pochi adepti, che ovviamente non possono riconoscere tutti gli stemmi d'Italia e del mondo. C'è dunque necessità di studiarla, perchè le famiglie scomparse o ancora rappresentate che avevano uno stemma raramente lo propagandano e lo esibiscono come si faceva un tempo. Quasi per vergogna, per adattamento ai tempi, perchè pensano che possederlo sia sinonimo di nobiltà.
La nobiltà non esiste (quella riconosciuta) ma esiste l'araldica, che, sempre a mio parere, resta un linguaggio, se non un'arte, sempre valido, universale, fondamentale.
Gli appassionati e studiosi di araldica dovranno insistere su questo, cioè tenere viva la materia e cercare di diffonderla a tutti i livelli, anche se bisogna adattarla ai tempi moderni.
Prossimamente avrò modo di parlare di araldica a degli amici. Sapete cosa ho pensato? di concludere facendogli creare uno stemma personale, che applicheranno sui propri libri, sui bigliettini da visita, sugli oggetti personali...
Dobbiamo smetterla di associare uno stemma alla nobiltà che non c'è più, studiando l'araldica di un tempo, ma interessandoci di mantenerla viva attualizzandola e con applicazioni del 2010.
Sbagliero? mah! ci voglio ancora riflettere... certamente continuerò a studiare quella pregressa, che mi ha consentito di attribuire un oggetto al tal barone, senza che avessi un minimo di carta che me lo documentasse

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Gio Set 24, 2009 3:42 pm

Caro Marcello,

la difficoltà maggiore quando si parla di araldica è proprio quella di svincolarla dal concetto di nobiltà. Sembra opinione diffusa, anche tra storici di un certo livello, legare il blasone all'aristocrazia oppure a semplici espressione di vanto nobiliare. Oggi non esiste un testo di storia locale, tipo monografie dei nostri paesi, nei quali almeno un capitolo sia dedicato al "Blasone". Quando questo argomento compare è liquidato in poche righe giusto per completare le argomentazioni spesso a oggetto "il feudo" e sembra quasi voler dimostrare che il blasone è l'espressione "tangibile" di un periodo storico oscuro e ingiusto. Anche le vecchie produzioni araldiche si sono basate essenzialmente su Blasonari Patrizi e questo, credo, abbia accentuato ancor più l'odio verso questa materia. A ciò aggiungiamo che tali opere erano spesso scritte da nobili!
Sarebbe dunque ora che nel nostro piccolo ci impegnassimo a dimostrare come il Blasone possa essere uno strumento storico utile a "svelare indizi storici" che spesso i documenti cartacei ignorano o, che per lo meno, tacciono. Immagini trovare uno scudo spezzato in un quadro? Buona parte crederebbe che si tratti di una conseguenza di battaglia, qualche storico-araldico vedrebbe di più!
Attendo il tuo invito agli amici e propongo sin d'ora di iniziare a pensare ad uno Stemmino (un sigillo, un emblema, un BLASONE) per questo forum.
Un abbraccio

Vincenzo cheers

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Hilarion il Gio Set 24, 2009 4:34 pm

Marcello ha scritto:oggi, a mio parere, accade proprio che abbiamo gli stemmi, in parte già regolamentati, ma bisogna riconoscerli. L'araldica è riservata a pochi adepti,

Non sono poi Wink così pochi, carissimo.
Ma sono talora "ghettizzati", per i motivi ampiamente accennati in queste righe.
E talaltra "si ghettizzano", perchè temono di essere ritenuti fuori dal tempo...


che ovviamente non possono riconoscere tutti gli stemmi d'Italia e del mondo. C'è dunque necessità di studiarla (...) La nobiltà non esiste (quella riconosciuta) ma esiste l'araldica, che, sempre a mio parere, resta un linguaggio, se non un'arte, sempre valido, universale, fondamentale.

E sempre utile, come spesso ci è accaduto di osservare in altri topic.

Gli appassionati e studiosi di araldica dovranno insistere su questo, cioè tenere viva la materia e cercare di diffonderla a tutti i livelli, anche se bisogna adattarla ai tempi moderni.

Giustissimo.

Prossimamente avrò modo di parlare di araldica a degli amici. Sapete cosa ho pensato? di concludere facendogli creare uno stemma personale, che applicheranno sui propri libri, sui bigliettini da visita, sugli oggetti personali...
Dobbiamo smetterla di associare uno stemma alla nobiltà che non c'è più, studiando l'araldica di un tempo, ma interessandoci di mantenerla viva attualizzandola e con applicazioni del 2010.
Sbagliero? mah! ci voglio ancora riflettere... certamente continuerò a studiare quella pregressa, che mi ha consentito di attribuire un oggetto al tal barone, senza che avessi un minimo di carta che me lo documentasse
Bisogna studiare il pregresso, sempre: le scienze storiche non sono invenzione, ma riscoperta.
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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Hilarion il Gio Set 24, 2009 4:36 pm

Vincenzo D'Aurelio ha scritto:(...) la difficoltà maggiore quando si parla di araldica è proprio quella di svincolarla dal concetto di nobiltà (...) Sarebbe dunque ora che nel nostro piccolo ci impegnassimo a dimostrare come il Blasone possa essere uno strumento storico utile a "svelare indizi storici" (...)

...come ci stiamo già sforzando di fare tutti insieme... Wink

Attendo il tuo invito agli amici e propongo sin d'ora di iniziare a pensare ad uno Stemmino (un sigillo, un emblema, un BLASONE) per questo forum.
Buona idea, direi.
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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Ospite il Gio Set 24, 2009 5:31 pm

Allora, ascoltatemi bene, io ho un sacco di cose serie a cui pensare (e puntualmente non penso!), ci manca pure ora, con licenza parlando, che mi vada a fissare con l'araldica! jocolor Si da il caso infatti che sto lottando con me stesso sempre più frequentemente per non cominciare a studiarla questa disciplina che a sentirvi stuzzica sempre di più l'appetito e la sete conoscitiva! No Vi prego, parliamo finalmente, una buona volta, di calcio o di donne bucalenzuole (o com'era quella parola che sta facendo impazzire Lucia nella'ltra bacheca, non me la ricordo già più) come si fa tra gente seria! clown

ps. l'araldica nelle scuole!!

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Hilarion il Gio Set 24, 2009 5:44 pm

...la vita è una Wink Scuola, carissimo!...

...a proposito, se nemmeno oggi hai Embarassed portato l'abbecedario di araldica, la maestra ha detto che ti mette mezz'ora in ginocchio sui ceci! Sad
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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Ospite il Gio Set 24, 2009 5:57 pm

Hilarion ha scritto:...la vita è una Wink Scuola, carissimo!...

...a proposito, se nemmeno oggi hai Embarassed portato l'abbecedario di araldica, la maestra ha detto che ti mette mezz'ora in ginocchio sui ceci! Sad

e le bacchettate sulle mani... anzi sulla testa, visto che ancora non ha compreso che vogliamo farlo diventare dei nostri Very Happy

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Gio Set 24, 2009 5:59 pm

pierpaolotarsi ha scritto:Allora, ascoltatemi bene, io ho un sacco di cose serie a cui pensare (e puntualmente non penso!), ci manca pure ora, con licenza parlando, che mi vada a fissare con l'araldica! jocolor Si da il caso infatti che sto lottando con me stesso sempre più frequentemente per non cominciare a studiarla questa disciplina che a sentirvi stuzzica sempre di più l'appetito e la sete conoscitiva! No Vi prego, parliamo finalmente, una buona volta, di calcio o di donne bucalenzuole (o com'era quella parola che sta facendo impazzire Lucia nella'ltra bacheca, non me la ricordo già più) come si fa tra gente seria! clown

ps. l'araldica nelle scuole!!

A questo punto mi sembra, caro prof. che dovresti preparare qualcosa in previsione del tuo prossimo insegnamento! Per dire: la filosofia e il mito nelle armi gentilizie del Regno di Napoli. Smile Wink What a Face What a Face What a Face
Quanto alle donne bucalenzuola, secondo me dopo sposate diventano tutte ricamatrici!!! Suspect Suspect Suspect

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Re: Esempio di declino araldico

Messaggio  Giovannimaria Ammassari il Gio Set 24, 2009 7:36 pm

Gentilissimi colleghi ed amici forumisti,
grazie per le esaurienti risposte.
Devo ammettere che nonostante i miei oltre ventidue anni di Ricerca Storica, di ricostruzione di Genealogie di Famiglie, di Storia di Famiglia, mai avevo posto così tanta attenzione verso l’Araldica.Ho avuto ed ho ancora i miei pregiudizi e la mia personale opinione.

Oggi ho imparato tanto ,tantissimo da tutti voi ,da Hilarion e Marcello ed in ultimo,ma non ultimo dal sorprendente amico Vincenzo.
Noto ed annoto che molto ha studiato e molto ha imparato.

Non nascondo che mi sono sentito e mi sento un ignorantone ed un analfabeta, un neofita etc etc etc………..
Cosa aggiungere di più.
Naturalmente non ho parole e mi rendo conto che ho scritto una serie infinita di inesattezze .
Quindi cosa aggiungere altro ,lascio “campo libero” a chi è più preparato di me ed ha più “voce in capitolo”.

Un abbraccio a tutti ed a ciascuno ,

Mi rassegno.

Giovannimaria
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