Araldica che passione: il caso dello stemma della Prov. di Lecce

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Araldica che passione: il caso dello stemma della Prov. di Lecce

Messaggio  Vincenzo D'Aurelio il Lun Giu 01, 2009 4:36 pm

In questi giorni la campagna politica per l’elezione del presidente della Provincia di Lecce infiamma le nostre piazze. Esse riprendono vita e si adornano di palchi, bandiere e manifesti. C’è chi chiacchera, chi discute, chi non sa ancora come e chi votare e chi, come me, estraniato da tutto questo trova beneficio e appagamento pensando allo stemma della bramata provincia. Non so, sarà stata la fiacca del caldo, il comizio poco acceso o la disperazione a farmi rifugiare, almeno col pensiero, nel dolce abbraccio della storia. Pensavo tra me e me: quale significato nasconde lo stemma della Provincia? Per gli amanti di araldica è una domanda semplice e scontata ma chi come me nutre interessi storici ampi e non specifici, gli sarà difficile trovare risposta immediata. Con gran vigore, forse caffè e sigaretta presi al bar avevano stimolato le sinapsi, frettolosamente salutai e presi la bici. Sulla via tra macchine e smog, buche e quant’altro arrivai sano e salvo a casa. Nel mio rifugio, così chiama mia moglie la stanzetta di mio figlio che ancora per poco ospita i miei libri, ricordavo di aver accatastato alcune stampe di foto di quel che residuava di un testo del ‘600 dal titolo Breve descrittione di Terra d’Otranto. Notai in esso, certamente con grande ritardo, che lo stemma della Provincia di Lecce è proprio l’antico stemma di Terra d’Otranto e cioè quello con i pali giallo-rossi e col delfino che addenta una luna; mi si passi la blasonatura. Lessi con gran velocità e concentrazione la storia dello stemma.
Quest’arma ebbe la sua origine nel 1481, anno in cui Alfonso I d’Aragona, figlio di Re Ferdinando I, sconfisse e scacciò da tutta Terra d’Otranto i Turchi. La popolazione volendo dimostrare la grande impresa della casa aragonese decise di aggiungere all’antico delfino i colori del re: quattro pali vermigli in campo d’oro. Per quanto riguarda il delfino, questo animale fu largamente diffuso nel Salento, e specialmente nella monetazione, ma ad esso venne aggiunta la mezzaluna a dimostrare come gli abitanti di terra d’Otranto con l’aiuto del valoroso Alfonso avessero strappato questa terra al tiranno musulmano Maometto.
Pago della breve ma sufficiente lettura ritornai col pensiero alla politica e mi ricordai in quel momento:
Oh Dio, ho lasciato il cellulare al bar!
Presi nuovamente in gran fretta la bici, felice e speranzoso.
Direte: speranzoso, di cosa?
Beh, sono diversi anni che si cerca spiegazione nello stemma dell’arma di Maglie e del suo nome, chissà se un bel <brutto> comizio questa sera non mi darà l’ispirazione giusta?

Saluti a tutti e ricordate Totò: Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio Latrippa!
cheers

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Vincenzo D'Aurelio
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