uno stemma da decifrare

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uno stemma da decifrare

Messaggio  Ospite il Sab Mar 28, 2009 8:02 pm

questo bellissimo stemma l'ho trovato su un palazzo salentino, su una facciata che mi sembra ottocentesca, tuttalpiù di fine settecento. Se l'arme è autentica dovrebbe risalire ad almeno due secoli prima, per cui dovrebbe essere di riporto su quella facciata, prelevata da chissà dove. Stilisticamente infatti non ha nulla a che fare con il resto dell'architettura.
Come potrà confermare il caro Hilarion è un esemplare che potrebbe essere adottato per una lezione sull'araldica, riportando corona, motto, cimiero, elmo, cercine, svolazzi, con una esecuzione per niente trascurabile, se non eccelsa.
Non sono però riuscito a risalire al proprietario. Aiutandosi magari con il motto, qualcuno può dare indicazioni utili?

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Re: uno stemma da decifrare

Messaggio  Hilarion il Ven Apr 03, 2009 2:58 pm

Marcello ha scritto:questo bellissimo stemma l'ho trovato su un palazzo salentino, su una facciata che mi sembra ottocentesca, tuttalpiù di fine settecento. Se l'arme è autentica

Sappiamo in che materiale è fatta?

dovrebbe risalire ad almeno due secoli prima, per cui dovrebbe essere di riporto su quella facciata, prelevata da chissà dove.

Sì, potrebbe essere.

Stilisticamente infatti non ha nulla a che fare con il resto dell'architettura. Come potrà confermare il caro Hilarion è un esemplare che potrebbe essere adottato per una lezione sull'araldica, riportando corona, motto, cimiero, elmo, cercine, svolazzi, con una esecuzione per niente trascurabile, se non eccelsa.

Confermo in pieno la tua attenta valutazione, carissimo!

Non sono però riuscito a risalire al proprietario. Aiutandosi magari con il motto, qualcuno può dare indicazioni utili?
Bravo, è proprio dalla divisa (cioè dal motto riportato nel cimiero) che provo a muovermi...
...speriamo bene!

Certo, lo stile del leone interno allo scudo è del tutto consono col nostro Rinascimento, come pure la presenza di quella banda diminuita che l'attraversa (e che era di moda in quei decenni: pensiamo allo stemma dei Peretti, e del loro Papa Sisto V, che ne avevano una).
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Re: uno stemma da decifrare

Messaggio  Ospite il Ven Apr 03, 2009 7:55 pm

lo stemma l'ho fotografato da lontano, per via di una cancellata che impedisce di avvicinarsi. Giurerei che è in marmo Shocked , non la solita pietra leccese con cui si realizzavano gli stemmi nel Salento. Proprio questo fatto mi ha fatto pensare che non poteva essere locale, non disponendo in loco di abili marmorari bensì di scalpellini.
Il motto, come giustamente ribadisci, è l'unico aiuto che può darci. Insolita anche la banderuola retta dal leone del cimiero: altro elemento inusuale nell'araldica salentina finora incontrata Shocked. A parte la banda diminuita, non comune.
Se non siamo nel 500 siamo di fronte ad un abilissimo artigiano ottocentesco, che non credo avrebbe lasciato solo questa traccia della sua non comune abilità. Non credi?

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Re: uno stemma da decifrare

Messaggio  da Fiore il Sab Apr 04, 2009 2:55 pm

scratch scratch Neutral ....uhmmm.....

Non lo so, ma non mi convince per niente....

La tipologia di tutto il rilievo, lo scudo, il cimiero, lo stile in generale, insomma tutto...sono sicuramente databili tra la fine del XV e il primo trentennio, anche la prima metà, del XVI sec.,
....però...c'è qualcosa che non mi quadra...non lo so: mi sembra un po' troppo ben conservato per essere esposto all'aperto (anche se lo fosse stato solo dall''800 essendo prima all'interno, sarebbe troppo "nuovo") e poi anche il materiale: da quel che si vede non mi sembra marmo, piuttosto sembra una di quelle pietre porose...uhmmm...

Non vorrei giungere a conclusioni affrettate, ci vorrebbe una bella foto dettagliata da vicino. Ho cercato di ingrandirla e di vedere nelle fratture, ma l'immagine sgrana e non si vede più niente.
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Re: uno stemma da decifrare

Messaggio  Hilarion il Mar Apr 07, 2009 8:07 am

Intanto una nota sul motto.

In questa forma precisa (DEO ET HOMINIBUS) risulta essere di una famiglia della provincia di Torino, i Rasini (stando al Dallari, Motti araldici editi di famiglie italiane, Modena 1918, p. 34, n° 418), che usavano uno stemma del tutto diverso da questo.

In forme analoghe (ossia con i nomi non al dativo) è motto relativamente diffuso: come tale, potrebbe essere davvero appartenuto ad una famiglia di cui le fonti non ci parlano.

Ma che l'intero manufatto sia troppo "integro e nuovo" è palese... unico appiglio per la sua possibile antichità: i fori negli svolazzi dell'elmo, che sembrano fatti uno ad uno col trapano.
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